I BBPR#

La sigla BBPR è l'acronimo che indica lo studio di architettura e urbanistica fondato a Milano nel 1932 da Gian Luigi Banfi (Milano 1910- Mauthausen 1945), Ludovico Barbiano di Belgiojoso (Milano 1909- Milano 2004), Enrico Peressutti (Pinzano al Tagliamento (PD) 1908 - Milano 1976), Ernesto Nathan Rogers (Trieste 1909 - Gardone (BS) 1969). La loro collaborazione inizia negli ultimi anni di studio presso il Politecnico di Milano, costretti ad una pausa forzata durante la seconda guerra mondiale, ricominceranno a lavorare con progetti come il monumento ai caduti della guerra. Membri del CIAM (congresso internazionale dell'architettura moderna) dal 1935 hanno contribuito notevolmente allo svecchiamento della cultura architettonica italiana con spiccato rigore razionalista, mostrando particolare impegno nell'urbanistica e hanno illustrato il loro pensiero sulle riviste Quadrante, Domus, Casabella.

I giovani BBPR e l'università#

Banfi, Belgiojoso, Peressutti e Rogers iniziarono i loro studi universitari nel 1927, anno in cui il Politecnico di Milano si trasferisce dalla “centrale” piazza Cavour alla “periferica” Città Studi. Il sodalizio fra i quattro architetti risale proprio ai tempi dell'università, quando giovanissimi scoprirono di avere la stessa passione per la complessità dei problemi dell'architettura. I loro professori di riferimento furono Gaetano Moretti e Ambrogio Annoni, di cui stimavano la forte personalità artistica e la profonda onestà culturale. Le peculiarità di ognuno dei componenti del gruppo si sono intersecate e sorrette nel tempo, arricchendosi a vicenda; la concretezza lombarda di Banfi, il controllo aristocratico di Belgiojioso, la cultura mitteleuropea e l'atteggiamento problematico di Rogers e infine la versatilità di Peressutti furono alla base del loro impegno da architetti. Dopo la laurea conseguita nel 1932, nei dibattiti fra amici, colleghi ed istituzioni, iniziò ad emergere la loro comune ideologia: l'opposizione all'architettura “in stile” e “modernista” e un forte interesse per l'architettura che si stava formando nel centro Europa, mostrarono inoltre grande interesse nei criteri di modularità e serialità dell'architettura moderna e doti di collaborazione e scambio culturale con artisti quali Piero Chiesa, Lucio Fontana, Renato Guttuso, Marino Marini e Fausto Melotti. Per avviare la loro professione, parteciparono a concorsi, esposizioni, Triennali e progetti a committenza privata. I servizi offerti dal gruppo spaziavano dall'intervento urbanistico al design, minimo comun denominatore era l'unità di metodo e un'impostazione razionale direttamente ricavati dal pensiero Loosiano. Non vollero mai conformarsi al gusto dominante, ma cercarono sempre un proprio stile, autonomo e originale. Riconoscenti degli insegnamenti dei docenti che li seguirono quando erano studenti, si mostrarono a loro volta molto disponibili verso le giovani generazioni di architetti. Gli studenti che li ebbero come professori ricordano i dialoghi aperti e diretti, non limitati solo a problemi di architettura ma sempre arricchiti da riferimenti al contesto culturale e quotidiano del tempo.

BBPR in tempo di guerra#

Inizialmente i BBPR pensarono di sostenere lo scontro per la libertà di espressione e per il trionfo dell'architettura moderna all'interno del fascismo, ma dopo l'introduzione delle leggi razziali lo studio abbracciò i valori della Resistenza e divenne punto di riferimento per il movimento Giustizia e Libertà. Accusati di attività antifasciste, furono costretti a dividersi: Peressutti entrò a far parte del CLN (Comitato di Liberazione Nazionale), Rogers fuggì in Svizzera, Belgiojoso venne deportato a Mauthausen-Gusen, ma riuscì a sopravvivere e a far ritorno in Italia, a differenza dell'amico Banfi che morì nello stesso campo di sterminio nel 1945. Questa forte compromissione nella guerra dei componenti dello studio si manifestò dopo la fine del conflitto con opere emblematiche come il monumento ai morti nei lager tedeschi a Milano nel Cimitero Monumentale (1946), il Memorial a Mathausen-Gusen I (1967), il Museo-monumento al deportato politico e razziale nei campi nazisti al Castello Pio di Carpi (1973) e il Memorial Italiano ad Auschwitz (1979).

BBPR a Milano#

In un momento particolarmente significativo per la museografia in Italia, gli Architetti BBPR, Gian Luigi Banfi, Lodovico B. Belgiojoso, Enrico Peressutti, Ernesto N. Rogers, si trovarono impegnati nella risistemazione del castello in seguito ai danni provocati dal bombardamento del 1943. Ciò implicava non solo il recupero per la città di un complesso di tale importanza, ma anche la realizzazione di un allestimento museale. ll gruppo, a partire dagli anni 50, si pose come obiettivo quello di progettare e realizzare un nuovo servizio culturale per la città di Milano, ormai diventata un crocevia di professionalità provenienti da tutta Europa; riuscirono a ideare un programma totale capace di dare forza a tutti i loro progetti in ambito culturale. Negli anni 50 l'esperienza del settore museografico in Italia era tutta da inventare e i loro sforzi miravano proprio a proporre a un nuovo prototipo di museo, capace di evidenziare il valore spirituale delle opere d'arte, un valore che avevano scoperto visitando alcuni musei olandesi. Portarono avanti questa idea per trent'anni, infatti oltre alla ristrutturazione del Castello si occuparono di servizi considerati tra i più prestigiosi della città quali la progettazione di Palazzo Reale e del Piccolo Teatro; in queste occasioni il gruppo BBPR si avvalse della collaborazione di diversi professionisti quali Costantino Baroni, Luigi Crema, Paolo Grassi e Giorgio Strehler. In quello stesso periodo, anche Franco Albini e Carlo Scarpa erano occupati in alcuni allestimenti: il primo al Palazzo Bianco di Genova e il secondo al Museo Correr di Venezia. Si definirono in questo modo le due grandi tendenze della museografia italiana. In Palazzo Bianco, la programmatica neutralità che Albini scelse nei confronti delle opere d'arte esposte si risolse nel rigore formale dell'allestimento: 'ogni particolare - rileva Argan - è stato minutamente studiato e condotto alla massima semplificazione, affinchè le opere d'arte fossero veramente le sole protagoniste dello spazio museo' [...] il suo talento di artista creativo non risiede certo nell'essersi annullato di fronte al tema, ma nell'aver saputo costruire un testo equilibratissimo e insieme aperto a diverse possibilità di lettura: un'opera tipicamente albiniana" Nel Museo Correr, Scarpa, assumendo le libertà che gli erano consentite, rimaneggia le strutture interne riformando parzialmente la pianta in funzione narrativa e crea un precedente di cui la museografia italiana decreterà il successo. Ma più che la definizione degli spazi interni (e con ragione, dato il carattere delle raccolte del Correr) conta la relazione che l'architetto istituisce tra spazio e oggetti e tra questi e l'apparecchiatura. Le vetrine e i supporti, declinati in numerose varianti caso per caso, non si limitano ad assolvere agli scopi per cui sono costruiti, ma tendono a mediare oggetto e spazio espositivo, prolungando espressivamente l'oggetto nello spazio. In questi anni i BBPR, con il loro particolarissimo approccio all'architettura, stavano organizzando la sistemazione della Corte Ducale del Castello Sforzesco, stimolati anche da indicazioni di museologi e museografi. Il nuovo museo del castello venne così a collocarsi accanto a quello di Castelvecchio di Verona, una delle più alte manifestazioni dell'architettura italiana della seconda metà del XX secolo allestito da Carlo Scarpa. 3

Opere#

  • 1933 - Casa del sabato per gli sposi alla V Triennale, Milano (con P. Portaluppi; - demolito)
  • 1934 - varie sale all'Esposizione areonautica italiana
  • 1935 - Edificio per abitazioni e uffici di proprietà Feltrinelli
  • 1935 - Sala del tennis e sala dell'automobilismo alla Mosta Nazionale dello sport
  • 1937 - Depositi per il riso e asilo nido nella provincia di Vercelli
  • 1938 - Colonia Elioterapica (Legnano)
  • 1938 - Piano Regolatore e studio dei padiglioni per la nuova Fiera Campionaria, Milano (progetto)
  • 1940 - Palazzo per le Poste all'E42, Roma
  • 1943-1949 Progetto per il riassetto dell'allestimento museografico del castello sforzesco
  • 1945 - Piano Regolatore di Milano detto AR
  • 1948 - Edificio per abitazioni e uffici di proprietà Perego, Milano
  • 1951 - Quartiere INA -Casa a Cesate, Milano
  • 1954 - Sala di Esposizione per la Olivetti nella Fifth Avenue, New York
  • 1954 - Padiglione 'Il labirinto dei ragazzi' alla X Triennale, Milano (demolito)
  • 1953 - 1956 - Restauro e sistemazione del Cortile Ducale del Castello Sforzesco, Milano
  • 1957 - Villa Jucker a Zoagli
  • 1958 - Torre Velasca in via Velasca, Milano
  • 1959 - Edificio per uffici e abitazioni tra piazza Statuto e corso Francia, Torino
  • 1960 - Casa E. Ritter a Stintino
  • 1960-1965 - Memoriale di
  • 1962-1963 Restauro e sistemazione del Gusen Cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco, Milano
  • 1963 - Edificio per abitazioni in via Vigna, Milano
  • 1964 - Edificio della Hispano -Olivetti in Ronda de la Universidad, Barcellona;
  • 1967 - Case Andreatta a Pinzolo
  • 1968 - Edificio residenziale e terziario della New India Assurance a Bombay
  • 1969 - Edificio per uffici a Chase Manhattan Bank in piazza Meda a Milano
  • 1970 - Memoriale italiano Auschwitz
  • 1970 - Albergo a Capoliveri, Isola d'Elba
  • 1970 - Edificio tra corso Buenos Aires, via Piccinni e via Monteverdi, Milano
  • 1971 - Cinema Mediolanum in corso Vittorio Emanuele, Milano
  • 1973 - Museo -monumento al deportato nel castello dei Pio di Carpi
  • 1975 - Università della Calabria ad Arcavacata
  • 1978 - Centro commerciale a Rijadh, Arabia Saudita
  • 1978-1980 - Monumento-percorso ad Auschwitz
  • 1980 - Albergo e salone delle feste nel Casinò di St. Vincent
  • 1981 - Edifici per abitazioni e uffici in piazza Maciachini, in via Fetonte, a S. Siro, Milano e Bruzzano
  • 1982 - Memoriale italiano Ravensbrück
  • 1983 - Edificio per un'industria chimico -farmaceutica in Egitto
  • 1987 - Ospedale S. Bortolo 5° lotto, Vicenza
  • 1988 - Restauro di Villa Castiglioni a Magenta
  • 1989 - Complesso chimico -farmaceutico, Bari
  • 1990 - Sede dell'ATM in via Monte Rosa a Milano
  • 1991 - Piano di ristrutturazione della Città Vecchia del Kuwait
  • 1994 - Complesso per l'Università degli Studi nella zona dell'Annunziata, Messina
  • 1994 - Restauro del Palazzo Reale come sede del Museo di arte contemporanea, Milano
  • 1996 - Monumento ai deportati di Mauthausen nel parco Nord di Milano in Sesto S.Giovanni

Premi#

  • 1956-63 - Rogers è insignito del titolo di membro di numerose associazioni, tra cui:
    • Accademia Nazionale di San Luca;
    • The American Institute of Architects;
    • The World Academy of Art and Science;
    • The Royal Institute of British Architects;
  • 1958 - Belgiojoso diviene membro della Royal Society of Arts di Londra.
  • 1993 - Belgiojoso riceve il Premio Antonio Feltrinelli dell'Accademia Nazionale dei Lincei e numerosi premi letterari per la pubblicazione di raccolte di poesie (tra cui 'Il cervo d'oro' nel 1960 e il Premio 'Brianza' nel 1993).

Note#

2Serena Maffioletti, Bologna, 1994, Zanichelli, pag 125-126.

3Maria Teresa Fiorio, Il Castello Sforzesco di Milano, 2005, Skira editore

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